Yara, svolta nell'indagine: nuovi sospetti sul marocchino Fikri | Oggi

2022-07-01 18:27:38 By : Ms. Alice Z

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I sei tagli sul corpo della ragazza di Brembate sono stati inferti con una taglierina da muratore. Particolare che si aggiunge al pulviscolo di cemento scoperto sugli abiti e nei bronchi della ragazza. Questo significa una sola cosa: Yara è stata rapita e trascinata in un cantiere. Tornano i sospetti sul muratore straniero

Scoperta «l’arma», ma sarebbe meglio dire l’attrezzo, con il quale l’assassino di Yara Gambirasio le ha inferto sei tagli netti, precisi ma abbastanza superficiali sulla schiena, sul collo e sui polsi. Si tratta di una taglierina da muratore, un attrezzo che viene usato soprattutto da chi posa i pavimenti, piastrellisti e pavimentisti. Una taglierina affilatissima e sottile che serve per delimitare e ripulire i bordi delle piastrelle rendendoli netti e puliti quando vengono posate e incollate al pavimento. L’arma è stata individuata da Cristina Cattaneo, l’anatomopatologa alla quale la Procura di Bergamo ha affidato l’autopsia. Il medico legale infatti ha scoperto su tutte le ferite una materiale particolare: i residuati delle piastrelle quando vengono ripulite con la taglierina. A questo punto la Cattaneo non ha avuto più dubbi: quei residui può averli lasciati solo l’attrezzo di un piastrellista.

SEI TAGLI - I tagli sul corpo di Yara sono sei: uno, che ricorda una X, nella zona lombare e due orizzontali, subito sotto che sembrano incrociare quella X. Poi un taglio sul collo e due lungo i polsi. Più che tagli sono incisioni superficiali che non hanno provocato una perdita di sangue e che non hanno quindi provocato la morte. Perché l’assassino ha infierito con una taglierina sul corpo, già probabilmente privo di vita, di Yara? Nessuno finora ha saputo rispondere: solo ipotesi.

È STATA TRASCINATA IN UN CANTIERE - Ma il particolare della taglierina da muratore si aggiunge al pulviscolo di cemento scoperto sugli abiti e nei bronchi della ragazza. Questo significa una sola cosa: Yara è stata rapita e trascinata in un cantiere dove ha lottato, si è difesa, è stata sbattuta per terra e ha vissuto tanto da respirare le polveri di quell’ambiente. Il collegamento con il famoso cantiere di Mapello è immediato perché tre giorni dopo la scomparsa i cani molecolari, dopo aver annusato un indumento di Yara , hanno puntato tutti su quel cantiere, e uno di questi cani ha addirittura condotto gli inquirenti all’interno di un deposito di materiale elettrico.

I DUBBI SU FIKRI - Una settimana dopo la scomparsa della ragazza il caso sembrava giunto ad una svolta con l’arresto, su un traghetto diretto in Marocco, del piastrellista marocchino Fikri incastrato da una intercettazione telefonica dalla quale si intuiva che il giovane probabilmente non era né il rapitore né l’assassino ma un testimone importante. Perché?

Il 3 dicembre, una settimana dopo il rapimento, Fikri, che lavora nel cantiere di Mapello, viene interrogato dai carabinieri. C’è qualche sospetto e infatti il suo telefono viene messo sotto controllo. Poche ore dopo l’interrogatorio il marocchino chiama la fidanzata alla quale in sintesi racconta: «Mi hanno chiamato i carabinieri…». «Cosa volevano? Ti hanno chiamato per la ragazzimna?». «Si….», e a questo punto Fikri pronuncia la frase incriminata. Per tre traduttori il marocchino dice: «Che Allah mi perdoni ma non l’ho uccisa io…». Poi, in una telefonata successiva, sempre alla fidanzata, Fikri avrebbe detto: «…L’hanno ammazzata davanti al cancello….». Il Pm Letizia Ruggeri affida queste intercettazioni ad altri sette traduttori. Quattro di loro non riescono a tradurre, gli altri tre sostengono che il senso delle frasi di Fikri è totalmente diverso. Così il Pm inquirente decide di non chiedere neppure al Gip la conferma della custodia cautelare e il giovane torna in libertà. Letizia Ruggeri è talmente convinta dell’innocenza di Fikri che tre mesi fa ha chiesto l’archiviazione della sua posizione. Il Gip del Tribunale di BergamoVincenzo Macora non ha ancora preso una decisione. Forse ha qualche dubbio.

LAVORAVA A CENTO METRI DAL CAMPO DI CHIGNOLO - Anche perché si è scoperto che Fikri prima di lavorare come pavimentista al cantiere di Mapello (faceva i turni di notte), aveva lavorato, sempre per la posa di pavimenti, in un capannone di Chignolo d’Isola, a cento metri dal campo dove il 26 febbraio fu ritrovato il corpo martoriato di Yara.

Ma perché questi ….. magistrati …. così zelanti ….. dallo scaggionare il MAROCCHINO….. non hanno esaminato… in un esame condotto da più analisti/GiP. Magistrati ( una commissione) di elementi plurimi ….. questi personaggi …. così coinvolti nell’episodio ….. starnamente …. implicati …. sia nel luogo. che nella Vicenda …. che negli elementi che collocano il personaggio al luogo dell’omicidio !?!?! – Io credo che sia stata troppa LEGGEREZZA…. nell’esaminare gli elementi !!!!

Io sono più che convinto che i carnefici di Yara dopo aver portato il corpo di Yara in quel campo di Chignolo,hanno pensato di depistare le indagini per allontanare i sospetti su di loro,e allora hanno avuto la brillante idea di raccogliere uno dei tanti preservativi che stavano lì per terra e versarlo sugli slip di Yara,dico questo perchè a seguito che la ragazzina si rifiutò alle intenzioni perverse dei carnefici,non ci fu violenza sessuale ma un tentativo,quindi mi suona strano lo sfregamento naturale e la perdita del liquido seminale dei o dei carnefici sugli slip di Yara,per altro non cerano altre tracce in nessuna parte oltre il puscivicolo della polvere di cemento sui vestiti e nei polmoni di Yara,questo rafforza la tesi che Yara fu portata prima dentro il cantiere,e di certo mi sembra strano che possano essere state persone estranee al cantiere a portarla lì dentro sino al magazzino deposito.Oggi noto diversi articoli giornalistici al cui glì inquirenti hanno sospettato due giovani 20 enni di Gorno,chissà se questi hanno avuto legami con il cantiere?,ho l’impressione che con questo dna andranno in galera delle persone che non centrano nulla con l’omicidio di Yara.

Una cosa però è certa a riguardo il marocchino Fikri,mentre tutti noi e glì investigatori e compreso il magistrato LetiziaRuggeri,in quei giorni subito dopo la scomparsa di Yara,tutti sapevamo soltanto che Yara erascomparsa,l’unico a sapere che Yara era stata uccisa davanti al cancello o no,era Mohamed Fikkri,quindi non diciamo cavolate,perchè Mohamed Fikri sa,debba sapere per forza qualcosa ed ha mentito,ha mentito al magistrato,ha mentito alle forze dell’ordine e a mentito al popolo italiano,ai voglia che il PM Ruggeri è connvinta della sua innocenza,Fikri ècolpevole anche per aver mentito non per forza debba essere l’autore materiale,ma sa chi sono glì assassini di Yara in quando sono amici ed operai del cantiere e Fikri non parla.Inutile che ci giriamo attorno a questa storia,Fikri dovrà essere messo sotto torchio a nuovo interrogatorio,quindi va fermato perchè a coperto chi a ucciso Yara,a mentito e continua a mentire,quindi lo considero complice del delitto e come tale va arrestato!.

Vorrei proprio sapere chi l’ha sdraiata e le ha messo le mani in gola strozzandola .

Quando si ricoprono ruoli di responsabilità bisogna essere in grado di affrontarle. In questo caso mi sembra evidente che gli organi inquirenti deputati al caso, pecchino di capacità di giudizio e coerenza. Troppo facile trincerarsi dietro errate traduzioni, perizie legali e quant’altro. Dopo gli accertamenti tecnico scientifici devono arrivare le decisioni investigative. In Italia ci sono centinaia di laureati in giurisprudenza senza lavoro – diamogli spazio.

Il G.I.P non ha ritenuto sufficenti gli atti inviatigli dal P.M. e pertanto, non ha ritenuto opportuno definire la posizione del marocchino. Ma mi pare ovvio che non abbia preso alcuna decisione. Con tutti gli errori di valutazione commessi dal p.m. sino ad ora.

Ben 7 traduttori non hanno saputo dare il contesto della frase detta dal marocchino, accipicchia, che intellettualita’. E triste appurare the anche in questo caso gli inuqirenti non solo navigano nel buio ma non hanno la piu pallida idea di come si facciano le indagini, la povera fanciulla non avra giustizia finche gli inquirenti non imparano a fare le indagini come si deve. Non hanno il concetto delle first 48 hours, vale a dire che le prime 48 hours sono di una importanza tale da fare il successo dell’indagine che si conduce. Eppoi, i cani avevano condotto gli inquirenti sul posto giusto perche non hanno cordonato il perimetro e interrogato tutti i lavoratori, e andare a porta a porta per avere informazioni? oppure chiedere l’aiuto della gente del posto? In america cosi si fanno le indagini, e non mollano, anche se il marocchino sembra che parli in modo non translabile, be poco importa, un fermo non glielo leverebbe nessuno in America anche perche tutti gli indizi sembra portino a lui, e interrogandolo si verrebbe alla verita’. Come si fa a escludere un sospettato da una indagine che non e cominaciata nel modo giusto, e continua ad andare come va tanto si deve pur far vedere che justice is being served, ma non lo e in questo contesto, povera Yara, questi inquirenti proprio non sono all’altezza della situazione e mi spiace per te che non solo hai dovuto stare all’adiacco per parecchi giorni e notti, e continui a non aver giustizia perche gli inquirenti sono “politically correct” e non riescono a vedere quel che hanno davanti magari il delitto poteva essere risolto subito se si indagava su tutto e tutti, ma cosi non e stato e tu Yara dovrai aspettare prima di avere giustizia, che vergogna e che inefficienza, e si perche al solo vedere come si svolgono le indagini vedi Meredith Kurcher, (ora si a uccisa da sola, perche id due sono innocenti dopotutto siamo o non siamo alleati della’amerika?), vedi Sarah Scazzi ancora dubbi ci sono sul vero movente e sull’assassino/a eppoi la povera Melania, fin da subito ho pensato che fosse il marito con l’amante, e con qualche amico hanno prima ucciso e poi depistato, ma finora l’assassino non ha nome anche se il piagnucoloso marito e in prigione (buttate la chiave), e quanti ancora aspettano giustizia, mi domando quanti cold cases ci sono in Italia.

Purtroppo non tutti gli inquirenti, soprattutto quelli di provincia, hanno grandi capacità di indagine, in particolare di quelle che devono essere eseguite con grande prontezza, né hanno grande capacità di corretta intuizione. Basta vedere il caso di Meredith Kercher. Per questo molti omicidi, nonostante i notevoli progressi tecnologici nel campo delle indagini, trovano difficoltà ad essere condotti verso la giusta direzione. Comunque, mi auguro che in questo terribile caso si possa arrivare alla verità, soprattutto per la povera Yara e la sua famiglia.

Mi sa che sei un poco razzista. Gli ultimi casi di cronaca analoghi hanno visto i responsabili addirittura i loro stessi parenti. Per Sara Scazzi, la zia Cosima e la cugina Sabrina con la complicità di Michele Misseri. Per Melania Rea è indagato il marito Salvatore Parolisi.

Tu invece vedi gli stranieri. E’ vero che costoro qualche guaio l’hanno pure combinato, però c’è da osservare che costoro il più delle volte l’hanno fatto senza premiditazione,senza accorgimenti di sorta, tanto è vero che sono stati quasi sempre arrestati. Proprio in virtù di questo particolare, nella vicenda di Yara ci vedo poco di extracomunitari,piuttosto sono portato a credere che ci sia la mano di connazionali che se ne intendono di telefonia e che sono stati in grado di usare accorgimenti per eludere le indagini.-

Secondo me inoltre la strada da seguire sarà lunga e complicata ma se esaminiamo i pochi punti che a noi sono stati comunicati possiamo ipotizzare: - lo straniero è l’assassino - la vittima Yara - motivazione: rifiuto da parte della ragazza di approcci intimi con il ragazzo - ipoteticamente quel ragazzo già diverse volte aveva provato ad avere un rapporto più privato con Yara, ma la ragazza in modo anche ingenuo si è sottratta ogni volta, anche incoscientemente, dalle mani dell’assassino persando che magari con dei semplici No si risolveva tutto. - se non ricordo male, ricordo che Yara dovrebbe essere uscita dalla porta secondaria della palestra, magari perchè il suo assassino glielo aveva chiesto: a) o con l’inganno b) o magari dicendogli una bugia - Yara gli ha dato ascolto perchè magari con l’assassino era amica o ingenuamente si è fidata. Una volta scesa si possono fare due ipotesi: 1) che l’assassino già li abbia cercato di approfinttarne di lei ma vedendo che la ragazza per l’ennesima volta lo ha rifiutato, l’abbia trascinata nel cantiere e l’abbia uccisa lì (magari nello stesso luogo dove un cane della polizia ha condotto la polizia stessa li) 2) la ragazza vedendo che il ragazzo insistere nel volere un rapporto più intimo sia scappata, il ragazzo l’ha seguita, messa in auto in un furgone ( non so) e portata nel cantiere, ricordando che il luogo del reato è stato considerato “il cantiere dove il ragazzo lavorava e quindi era a conoscenza di come potersi muovere”.

di come siano andate veramente le cose, lo sa solo l’anima pura di Yara e l’anima infernale di chi l’ha uccisa. Ogni giorno al telegiornale non faccio altre che vedere situazioni che riguardano ragazze uccise o altri vandali simili, però di una cosa mi sono resa conte e che, per lo più, avvolge tutti icasi, ed è che “nella maggior parte dei casi, con indagati o conclusioni di indagini, è sempre uno straniere ad uccidere. Non so qual è quale sia la verità però di una cosa sono sicura: se veramente Fikry è l’assassino di Yara, se le indagini riescono a fornirci con chiarezza, per via di prove, conclusioni, indagini, il suo nome come ASSASSINO, in parte mi chiede se veramente nel nostro paese sia giusto far entrare stranieri, è anche vero che NON TUTTI SONO UGUALI,ma come si dice “SONO TUTTI DELLA STESSA RAZZA”. Anche io ho degli amici stranieri ma che conosco da una vita e da loro non riuscirei a saperarmi, però mi dico che, magari avvolte, le persone NON SBAGLIANO AD ESSERE RAZZISTE. Siamo tutti dello stesso mondo, però non è detto che Tu straniero debba fuggire la povertà del tuo per venire ad uccidere nel Mio. LA VITA E’ LA NOSTRA E NESSUNO DEVE OSARE A PORTARCELA VIA…

Arles, secondo me sei tu che continui a fantasticare. Abbiamo sentito e risentito che il ragazzo marocchino aveva programmato questo viaggio già qualche mese prima della scomparsa di Yara e tu continui a dire che stava scappando; che i cani possono sbagliare ed anche spesso se non n ci credi chiedilo ai cinofili; la polvere è un elemento naturale che puoi trovare in qualsiasi posto. I taglierini dei muratori non li hoi mai sentiti,semmai sono gli imbianchini ad usare queste lame. Ti dico di più in una casa su tre esiste la presenza di questo piccolo arnese, quindi se effettivamente fosse stato utilizzato nell’omicidio di Yara, non è detto che debba provenire per forza da un cantiere . Di furgoni bianchi che circolano per Brembate e nei dintorni mettitili a contare e vedi a quale somma arrivi.Le intercettazioni telefoniche sono state passate al setaccio e rettficate e tu continui a dire quello che vuoi.- Queste sarebbero le tue certezze?

Proprio per andare su qualcosa di concreto mi sono concentrato sul particolare del cellulare ed è quello l’unico l’indizio che appare da seguire, a meno che non ce ne siano altri a noi sconosciuti.-

Di ipotesi in ordine alla dinamica e al movente che hanno portato alla morte della povera Yara se ne possono fare tante. Io, però, focalizzerei l’attenzione sugli elementi emersi durante le indagini. Eviterei, pertanto, di concentrarmi su ipotesi fantasiose prive di qualsivoglia riscontro fattuale e in quanto tali suscettibili di assurgere al rango di assiomi televisivi da “criminality show”. Non è vero che in questi mesi non sia emerso alcun elemento significativo su cui focalizzare l’ attività investigativa. E, infatti, vi ripropongo di seguito gli elementi emersi in questi mesi di indagini preliminari. Elementi degni sicuramente di essere approfonditi: 1) 3 cani “molecolari” che, in periodi diversi e guidati da mani diverse, conducono (TUTTI E TRE) allo stesso punto e cioè al cantiere di Mappello; 2) polvere di cantiere trovato nei bronchi della bimba; 3) polvere di cantiere trovato negli abiti della bimba; 4) filo di iuta trovato nei vestiti della bimba; 5) è emerso, dalla relazione della Dott.ssa Cattaneo, che l’arma utilizzata dall’assassino con molta probabilità è un taglierino compatibile con i taglierini utilizzati dai muratori(anche dai piastrellisti) e pare che residuino sulle ferite post mortem(cagionate da quest’arma) materiali utilizzati nei cantieri: cioè il taglierino era sporco di materiale da cantiere che, in seguito alle ferite post mortem inflitte, si è depositato sul corpo della povera bimba; 6) 2 intercettazioni telefoniche dalla ancora dubbia traduzione di un lavoratore del cantiere(il marocchino Flikry) il quale, comunicando al telefono con la propria ragazza, riferisce: “Dio mi perdoni non l’ho uccisa io”(questa prima frase ha portato al suo fermo per omicidio doloso e sequestro di persona. Frase la cui corretta traduzione non è affatto pacifica, tanto è vero che i primi interpreti sono pronti a giurare che la corretta traduzione sia proprio quella da essi posta in essere) e, la seconda frase intercettata, “L’hanno uccisa davanti al cancello”(questa seconda frase, nonostante il PM asserisca che sia priva di rilevanza nel contesto in cui è stata detta, a mio avviso, non da adito a dubbi: il marocchino Flikri ha visto qualcosa e la richiesta di archiviazione della sua posizione, avanzata dal PM Letizia Ruggeri, si atteggia, a mio avviso, come un rilevante errore giudiziario. Spero, pertanto, che il GIP non accolga la richiesta ma che imponga ulteriori indagini investigative; 7) il furgone bianco avvistato da diversi test, tra cui in particolare una (ritenuta attendibile) che sostiene di aver sentito le urla di una donna provenienti da un furgone in un orario e in un luogo compatibili con la dinamica del sequestro; 8) I 3 cani molecolari, giunti in prossimità del cantiere, che “impazziscono” quando si avvicinano ad un furgone bianco, segno evidente che in quel furgone c’era qualcosa che riconduceva alla bimba o perlomeno il suo odore; 9) i 3 cani molecolari che “impazziscono”, altresì, in prossimità di uno stanzino in cui è depositato del materiale elettrico, lo stesso materiale utilizzato dal marocchino Flikry che era solito entrare ed uscire da questo stanzino; 10) Flikry, pochi giorni dopo l’omicidio, si imbarca con un furgone bianco in direzione Marocco. 11) il giorno dopo la scomparsa della bimba(e, con molta probabilità, tale giorno coincide con la sua morte) un elettricista Polacco, all’improvviso e senza alcun giustificato motivo, scompare, abbandona il lavoro e abbandona tutto e tutti per rientrare al suo Paese. Rintracciato dagli inquirenti non fornisce alcuna valida motivazione sul suo comportamento. Agli inquirenti basta il fatto che il suo DNA non coincida con quello prelevato dagli slip della bimba e che il suo cellulare non fosse nei luoghi del sequestro e dell’omicidio affinchè anche costui esca definitivamente “dalla scena”; 12) Nel corso di un intervista televisiva(su canale 5 la domenica pomeriggio) il marocchino Flikry, ospite nel corso di quella puntata, ha negato nella maniera più assoluta di aver mai detto al telefono con la sua ragazza la frase “l’hanno uccisa davanti al cancello” ma il PM, invece, sostiene che la frase(sulla cui traduzione gli interpreti, questa volta, sono concordi) esista e che sia inserita nei brogliacci delle intercettazioni ma, aggiunge il PM, tale frase non assumerebbe alcuna rilevanza nel contesto in cui è stata detta. Ma se la frase esiste(e non vi è dubbio che esista) perché Frikry ne ha negato l’esistenza(e non vi è dubbio che ne abbia negato l’esistenza)? Delle due l’una: o Flikri mente o il PM mente. La seconda ipotesi la scarterei a priori.

Come vedete vi sono ben 12 significativi elementi emersi nel corso di queste indagini preliminari che, a mio avviso, andrebbero approfonditi. Spunti investigativi, quindi, ve ne sono tanti: pertanto che si focalizzi l’attenzione su quanto è emerso nel corso dell’attività investigativa senza lasciarsi fuorviare da ipotesi fantasiose prive di qualsivoglia riscontro fattuale. E lo dico senza nessuna presunzione, ovviamente,(non sono nessuno per pretendere di possedere la verità) ma con la speranza che ci si concentri maggiormente su quelli che, a mio avviso, sono gli unici significativi elementi emersi degni di essere approfonditi. Tutto porta al cantiere di Mappello: un passo, importante, sarebbe, pertanto, verificare la posizione di tutti coloro i quali, a vario titolo, hanno avuto a che fare con il cantiere(dipendenti di lavoro subordinato in regola o IN NERO, dipendenti stagionali, collaboratori esterni, lavoratori con contratto COCOCO, fornitori delle ditte appaltatrici ecc). Grazie per l’attenzione. Buon lavoro Arles

Giusto, Francesco, dietro questo crimine vi è una regia ben concertata. Per tale motivo insisto a dire che il delitto non è di natura istintiva ne tantomeno sessuale. Le origine sono da ricercare esclusivamente nelle conoscenze del padre e/o comunque al suo ambiente lavorativo. Se continuano a seguire la traccia del maniaco continuano a sbagliare. Per commettere un simile delitto, depistare, spostare il corpo ecc, ci vuole la collaborazione di più persone e/o comunque la copertura di qualche d’uno per addentrato nell’ambiente edile.. Se così non fosse non sarebbero riusciti a farla franca con tutto quel dispiegamento di forze. Ricordiamoci inoltre che il campo in cui è stata trovata Yara è frequentato costantemente da cacciatori che vanno ad addestrare i cani; quindi se il corpo fosse stato lì sin dall’inizio della vicenda qualche d’uno lo avrebbe trovato.

Ma come facevano a rilasciarlo se non erano certi dell’esatta traduzione? Suvvia non diciamo eresie. Per me, le cose sono andate diversamente. Questo è un omicidio premeditato, studiato nei minimi particolari. Per intenderci non è roba da muratori. I cani spesso sbagliano piste. Il cantiere del Mapello potrebbe non entrarci per niente.

La premeditazione di togliere la batteria dal telefonino di Yara non è da tutti. E’ qui che si dovrebbero concentrare le indagini. Questo accorgimento starebbe a significare che Yara è stata uccisa in un’altro luogo riconducibile ai responsabili e poi trasportata dove è stata rinvenuta,altrimenti non si sarebbero preoccupati del telefonino.-

Si Pippo, siamo assolutamente d’accordo. Al di la dei gravissimi errori commessi nelle indagini, Io credo che il PM e il sostituto procuratore Capo debbano fare assolutamente chiarezza sulle due frasi intercettate il cui protagonista è il marocchino Flikry, sul loro significato, sul contesto in cui sono state dette. Inoltre mi sembra molto probabile che il cantiere di Mappello sia il nodo cruciale, il fulcro di tutta la vicenda. Per cui se fossi al posto degli inquirenti andrei a verificare la posizione di tutti i dipendenti(ma anche dei fornitori e di tutti coloro i quali a vario titolo hanno avuto o hanno a che fare con il cantiere) che hanno prestato servizio IN NERO o che hanno lavorato proprio in quel cantiere in quel periodo. Non basta verificare gli alibi dei dipendenti assunti regolarmente ma occorrerebbe scandagliare la posizione di tutti i lavoratori in nero(e credo ce ne siano tanti, come in tutti i cantieri d’Italia) E anche possibile che Yara non sia stata portata al cantiere ma che il suo assassino o uno dei suoi rapitori abbiano portato successivamente al cantiere un oggetto(il cellulare, forse) appartenente alla bimba o che comunque l’odore della piccola sia rimasto impregnato nei vestiti dell’assassino, il quale, lavorando al cantiere, ha poi condotto i cani(BEN TRE CANI DAL FIUTO INFALLIBILE!!!!!!!) proprio là. Una cosa è certa: quel cantiere lo devono rivoltare come un calzino se vogliono prendere l’assassino perchè tutti gli elementi raccolti portano proprio là. Tralasciare questa pista sarebbe un ulteriore gravissimo errore.

Caro Arles, condivido integralmente il tuo pensiero, ma temo che il P.M., sia ben conscio di aver preso una bella cantonata nella conduzione delle indgini. La prima in assoluto è quella di averle delegate a differenti forze di polizia, con differenti opinioni sulla vicenda. La seconda, ma non in ordine di importanza e il mancato sequestro del cantiere. ( I sopralluoghi fatti a singhiozzo al’interno dell’area in costruzione alla presenza degli addetti ai lavori ). 3) Il fermo del marocchino ,il successivo rilascio e totale abbandono di quella pista. ( .. per una errata interpretazione dell’intercettazione) Sono infine convinto, che la reale motivazione dell’omicidio di Yara non sia di natura sessuale, ma sia da ricercare in una vendetta nei confronti della famiglia – probabilmente collegata a vario titolo all’attività del padre. Ad avvalorare questa tesi, la totale assenza di segni di violenza sul corpo della piccola. Quindi, concludendo possiamo ipotizzare che con buone probabilità che Yara è stata dapprima nascosta nel cantiere e solo successivamente trasportata nel campo. Ovviamente è solo un’ipotesi… Du

Seguo il caso Yara sin da subito. Ovviamente non conosco le carte processuali e non so niente più di quello che non sia emerso attraverso i media, ma fin da subito ho avuto seri dubbi e perlessità su alcuni aspetti. Innanzi tutto, come emerge chiaramente dagli elementi emersi(3 cani molecolari che fiutano l’odore di yara al cantiere, polvere di cantiere nei bronchi della bimba, furgone bianco utlizzato nei cantiere avvistato da più test e dal cui interno un test attendibile dice che provenivano urla di ragazza, tagli sul cadavere della bimba compatibili con un taglierino da cantiere, polvere da cantiere nei vestititi della ragazza, filo di yuta da caniere nei vestiti della ragazza, cani molecolari che “impazziscono, annusando un furgone bianco al cantiere di Mappello ecc) tutto porta la cantiere di Mappello. E al cantiere lavora il marocchino FLikry. Costui viene tratto in arresto ma poi scarcerato in quanto è bastata per il PM il fatto che alcuni interpreti abbiamo tradotto in maniera diversa la frase che ha portato al suo arresto(rispetto alla traduzione fonita dai primi interpreti, i quali, però, giurano, invece, che l’esatta interpretazione è quella fornita da loro). A conviencere ulteriormente il PM sembra sia stata la testimonianza che quel giorno il marocchino Flikry lavorasse al cantiere. Ma, ques’ultimo elemento, a mio avviso, semmai, rafforza la tesi che egli abbia visto o sappia comunque molto di più di quello che ha detto e vi dico subito perchè: 1) Sulla corretta interpretazione della prima fase intercettata sussistono ancora dubbi tra gli interpreti, quindi non è vero che è pacifico l’errore commesso nella traduzione che ha portato al suo arresto. Poi flykri lavora al cantiere, lavorava li anche quella sera, ha un furgone bianco di proprietà che aveva provveduo ad imbarcare per il marocco la sera dell’arresto, utilizza gli strumenti che, in base alla relazione della Cattaneo, sembra siano compatibili con quelli che hanno cagionato la morte della bimba. Insomma una serie di elementi che non possono non essere non considerati con la giusta attenzione e meticolosità MA VI E’ DI PIU’ 2) c’ è una seconda frase intercettata “l’hanno uccisa davanti al cancello” (frase pubblicata anche da Panorama qualche mese dopo il “rilascio” di Flikry) sulla quale personalmente ho molti, molti dubbi. Dapprima il PM ha negato l’esistenza dell’intercettazione di tale frase, sostenendo che nei brogliacci delle intercettazioni non risulterebbe esserci. Successivamente ne ha però confermato l’esistenza, salvo poi specificare che la frase, nel contesto in cui sarebbe stata detta da Flikry, non assumerebbe alcun significato rilevante. MA mai, per quanto mi è dato sapere, è stata fatta chiarezza su tale aspetto: “come fa una frase del genere riferita alla povera Yqara a non assumere nessun particolare significato in un determinato contesto? a mio avviso è impossibile. Ma anche una parte degli inquirenti nutrono seri dubbi su tale frase e sulla rilevanza della medesima. Perchè così poca chiarezza su queste due frasi intercettatate?(la prima “che dio mi perdoni non l’ho uccisa io” e la seconda “l’hanno uccisa davanti al cancello”) perchè il PM non ha mai chiarito e fatto luce su tali aspetti? in quale contesto privo di alcun significato sarebbe stata detta la seconde frase intercettata? Insomma, a mio avviso, molti, molti, dubbi e molte zona d’ombra sulla posizione del marocchino Flikry. I magistrati su tali punti non hanno ancora fatto chiarezza. E, per quanto mi riguarda, spero che lo facciano quanto prima. calabrò arles, Monza

Non è stato scritto in un articolo tempo fa che sul traghetto c’era anche un camioncino bianco di fikri che portava in africa?

Forse se le persone incaricate di portare avanti le indagini si preoccupassero un po’ meno di apparire in TV e si dedicassero maggiormente al loro lavoro, certi casi (Garlasco, Cogne, Perugia, ecc.) si sarebbero risolti. Ora, a distanza di dieci mesi, torna la pista del marocchino che, in tutta fretta, era stata a suo tempo abbandonata: mi sembra che stiamo andando a tentativi.

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